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Certificazione energetica di apparecchi ed impianti di Pubblica Illuminazione

Ultimo test Americano dei Led (febbraio 2011) New: Luce Bianco-blu dei Led è sino a 3-4 volte più inquinamete di quelle a sorgenti calde.  
Lettera del Ministro Fazio: I led fanno male    

 

   
     

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Associazione

AMBIENTE ITALIA

onlus



 

34170 Gorizia

P.Iva e C.F. 91033420315

Offriamo alle Pubbliche Amministrazioni, consulenza in materia di Impianti Luminosi, in conformità alla 15/2007

STUDIO DELL'UNIVERSITA' DI HAIFA SU DANNI DA INQUINAMENTO LUMINOSO

 

Progetto di Legge per il Radon

Proposta Regolamento Comunale per l'Inquinamento Luminoso

NEW: RIPRODUZIONE ANIMALE IN PRESENZA DI INQUINAMENTO LUMINOSO

Altri casi di problemi legati alla Luce: più luce = più obesi

New: DANNI ALL'OZONO CAUSATI DALL'INQUINAMENTO LUMINOSO

Video sul problema Luci inquinanti e migrazione uccelli

Ultima modifica:28 maggio 2011

(Campo Sportivo di Trivignano Udinese, ottimo esempio)

 

 

 

 

 

 

 

 

Contatori visite gratuiti

 L'associazione "AMBIENTE ITALIA"onlus persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e opera, senza fini di lucro, nel settore della tutela e valorizzazione della natura, dell'ambiente e della biodiversità.

Gli scopi dell'associazione sono i seguenti:

• Promuovere con finalità di solidarietà, convivenza sociale e cooperazione fra tutti i popoli la protezione della natura e della biodiversità e la conservazione dell'ambiente in modo socialmente, economicamente ed ecologicamente durevole a vantaggio e beneficio delle generazioni presenti e future.

In particolare, ma senza che ciò costituisca limitazione degli scopi associativi, l'associazione può:

1. Organizzare e svolgere azioni di vigilanza per il rispetto delle norme poste a tutela degli ecosistemi;

2. Identificare, ricercare e verificare problemi attinenti agli scopi associativi sopra enunciati, sollecitare ed accrescere la pubblica attenzione ed informazione su tali problemi attraverso i mass media e altri programmi educativi, sviluppare e dare esecuzione a programmi di attività allo scopo di raggiungere tali obiettivi;

3. Impegnarsi direttamente, promuovere, sviluppare, organizzare ricerche, conferenze, seminari ed altre attività culturali educative e di istruzione professionale, erogare contributi o premi in denaro sempre nel perseguimento degli scopi associativi;

4. Cooperare con le altre organizzazioni ambientaliste, sia Regionali che Nazionali, aventi scopi similari o compatibili, fornire apporto e sostegno ad altre associazioni sempre che ciò sia coerente e compatibile con gli scopi associativi e con lo Statuto;

D.Lgs. n° 4 del 2008 - Art. 3 ter -
PRINCIPIO DELL'AZIONE AMBIENTALE


La tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell'azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonche' al principio «chi inquina paga» che, ai sensi dell'articolo 174, comma 2, del Trattato delle unioni europee, regolano la politica della comunità in materia ambientale.

 

Ufficiale: Studio Francesce su danni alla vista con i Led

Rapporto Anses Francia sulla pericolità dei LED, alcune estrapolazioni

I principali fattori di rischio emersi sono l’elevata presenza di componente blu nello spettro delle lampade a LED usate per illuminazione e l’elevata luminanza che può produrre abbagliamento. Riguardo alla componente blu è stato appurato che il livello di rischio dipende dalla dose cumulata di luce alla quale la persona è esposta. Questo significa che non esiste una dose minima tollerabile e che l’effetto negativo è particolarmente evidente nei soggetti sensibili (bambini, persone fotosensibili, persone esposte per lunghi periodi ad illuminazione a LED). Si è riscontrata una particolare tossicità per le cellule della retina che subiscono un vistoso stress ossidativo in presenza di componente blu. Per queste ragioni l’ANSES consiglia di:

    •    evitare l’uso dei LED a luce fredda in luoghi frequentati dai bambini e negli oggetti da loro utilizzati (per esempio i giocattoli);
    •    informare i pazienti con particolari malattie o che utilizzano farmaci che aumentano la fotosensibilità, sui rischi dell’esposizione alla luce con componente blu;
    •    realizzare appropriati dispositivi di sicurezza per i lavoratori che sono esposti per lunghi periodi ad illuminazione a LED.
segue a fianco

5. Promuovere la formazione ed esecuzione di provvedimenti legislativi, proporre e sostenere azioni giudiziali, sempre che tali attività siano coerenti con gli scopi associativi ed il proprio status di organizzazione non lucrativa di utilità sociale;

6. Svolgere tutte quelle attività e tutte quelle operazioni che siano necessarie od incidentali per il conseguimento delle finalità dell'associazione, compresa l'edizione e la diffusione di pubblicazioni, la raccolta e l'accettazione di contributi e donazioni, l'acquisto, l'uso e la disponibilità di beni mobili ed immobili, il contrarre prestiti e l'ottenimento di finanziamenti mediante prestazioni di garanzia su beni o altrimenti;

7. Promuovere ogni forma di volontariato attivo anche nelle attività di prevenzione e di soccorso di pubblica necessità ;

8. Promuovere il rispetto e la conservazione delle specificità culturali dei popoli e le forme di cooperazione internazionale improntate alla solidarietà e al confronto. Impegnandosi inoltre per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio artistico architettonico, per il recupero delle tradizioni culturali locali e la tutela del paesaggio. Per il raggiungimento di questi scopi l’Associazione si propone anche la gestione di aree naturali protette, di siti di importanza naturalistica e storica, di parchi urbani e suburbani nel quadro delle leggi regionali, nazionali ed internazionali vigenti;

9. Nominare propri rappresentanti presso altre associazioni ambientaliste.

 

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Per la luminanza ed il rischio di abbagliamento, si è visto che singole sorgenti LED possono superare anche di 1000 volte la soglia di comfort visivo sia a causa dell’errato design dei corpi illuminanti che per l’eccessiva direzionalità degli stessi. E’ quindi necessario realizzare lampade LED dal design (dal punto di vista della performance ottica) migliore e con caratteristiche ottiche in grado di rendere più diffusa la luce prodotta.
Inoltre sono stati eseguiti studi basandosi sullo Standard Europeo per la Sicurezza Fotobiologica (NF EN 62471) che considera tutti i rischi (termici e fotochimici) che possono riguardare l’occhio esposto ad una radiazione luminosa. Secondo questo standard, esistono 4 classi di rischio (nullo, basso, moderato ed elevato). E’ stata evidenziata la presenza sul mercato di dispositivi a LED con un fattore di rischio superiore ad alcuni dispositivi tradizionali ancora in commercio. Per questi l’ANSES raccomanda che vengano tolti dal mercato e che rimangano a disposizione soltanto per uso professionale o medico. A causa della scarsità delle informazioni e della confusione riguardante i sistemi LED presenti sul mercato, l’ANSES suggerisce la realizzazione di sistemi di controllo della qualità ed etichettatura che assicurino la qualità e la sicurezza del prodotto per l’utente finale. In particolare, secondo l’ANSES, risulta necessario realizzare un’etichetta chiara che riporti tutte le caratteristiche tecniche, la classe di rischio fotobiologico ed ogni altro potenziale rischio per la salute, riguardo ai LED e ad ogni altra fonte di illuminazione.
Grazie a questo lavoro, l’ANSES ha iniziato a colmare un vuoto informativo del quale, finora, hanno approfittato venditori senza scrupoli per promuovere dei prodotti di scarsa qualità e pericolosi per la salute. La strada del LED per illuminazione pubblica sembra ben avviata ma è necessario correggere il tiro e tornare con i piedi per terra, non facendosi trascinare dai falsi entusiasmi ma analizzando in maniera obiettiva le reali possibilità che la tecnologia offre. L’ANSES conclude il lavoro suggerendo una serie di tematiche di studio che dovrebbero essere sviluppate per comprendere al meglio la tecnologia LED e i suoi impatti. Grazie a lavori di questo tipo, anche la ricerca tecnologica potrà svilupparsi nella giusta direzione, correggendo quei problemi che oggi rendono gran parte dei LED per illuminazione pubblica pericolosi per la salute e per l’ambiente e quindi altamente sconsigliabili.

Ettore Guido Basiglio Ribaudo

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